Banche 2017: allarme profitti a rischio a causa dell’e-commerce

Nei prossimi anni le banche saranno chiamate ad affrontare una nuova sfida, chiamate a misurarsi con un’economia globale necessariamente indebolita e con nuovi regolamenti da tenere in considerazione, ma in primis dovranno respingere l’attacco dell’ e-commerce.

Secondo il rapporto McKinsey, multinazionale americana della consulenza, queste tre forze potranno creare una forte pressione alle banche entro il 2020, in pericolo infatti circa 140 miliardi di dollari di profitti. Una caduta che potrebbe arrivare a superare circa il 30% a seconda delle aree del mondo.

Banche a rischio: l’e-commerce ruba clienti

Sicuramente quello a cui abbiamo dovuto assistere negli ultimi mesi in Italia, ovvero tagli e ristrutturazioni sarà nulla rispetto a ciò che è previsto nei prossimi anni.

La maggior parte della responsabilità è strettamente legata alla tempesta digitale, sicuramente gli istituti stanno così snellendo gran parte delle attività riducendo i costi legati alla gestione, ma la digitalizzazione è sempre più spinta sposta  verso nuovi soggetti non bancari una quota crescente di pagamenti.

Secondo quanto riportato dal rapporto McKinsey a seconda delle aree del mondo si rischia una caduta che potrebbe arrivare a superare il 30%, saranno colpite maggiormente proprio le banche dei mercati sviluppati con 90 miliardi di dollari a rischio, ovvero il 25% del totale.

Sarà necessario muoversi per cercare di contrastare queste forze, le banche saranno quindi chiamate ad intraprendere percorsi di trasformazione tramite misure tattiche, volte alla riduzione dei costi, all’aumento delle commissioni e dei volumi di intermediazione oltre al rinnovamento del business.

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Al di là di ogni tipologia di programma di rinnovamento le attività bancarie dovranno puntare principalmente sulla formazione di nuove strutture organizzative e nuove capacità tecnologiche. Operazione che potrebbe richiedere nuove competenze e una nuova forma di organizzazione per cercare di rispondere prontamente alla maggiore richiesta di innovazione della clientela.

Sicuramente tra i principali mercati gli Stati Uniti sembrano essere in una posizione migliore per affrontare e contrastare le pressioni, anche l’esito delle ultime elezioni presidenziali offrono nuove opportunità di crescita .

Le banche statunitensi e giapponesi,  a seconda della portata dell’uragano digitale potrebbero registrare perdite tra 1 a 45 miliardi di dollari di profitti entro il 2020.

Banche italiane e del Regno Unito: perdita del 31%

Per le banche europee, compreso il Regno Unito, il rischio della possibile perdita di profitti si aggira intorno al 31%, ovvero pari a 35 miliardi di dollari.

Le banche dei mercati emergenti rispetto alle loro omologhe dei mercati sviluppati risultano strutturalmente più redditizie ma sono sicuramente più esposte ai cicli del credito. Le banche del Brasile, Cina e Russia potrebbero avere 50 miliardi di dollari di profitti a rischio destinati a salire fino ad un massimo di 250 miliardi, dei quali solamente 220 miliardi verrebbero bruciati nella sola Cina.

Ma grazie all’attuale elevata redditività delle banche cinesi pari a 320 miliardi secondo quanto indicato dal report, le banche cinesi potrebbero essere in grado di sopportare tali perdite di profitti.

 

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