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Conti correnti e conti deposito 2017: dove aprirli? Le banche più sicure e quelle da evitare

Conti correnti e conti deposito 2017: dove aprirli? Le banche più sicure e quelle da evitare

Dove aprire conti correnti e conti deposito nel 2017: le banche più sicure

Rimane alta l’attenzione sulle banche italiane che rischiano il fallimento e su quelle per cui si potrebbe attivare la procedura di bail in. Una situazione che mette in difficoltà molti contribuenti che si chiedono se sia il caso di spostare i propri risparmi trasferendo conti correnti e di deposito presso un nuovo istituto.

Ma quali sono le banche più sicure del momento? Una domanda a cui a cercato di rispondere l’Università Bocconi di Milano, che ha stilato una classifica degli istituti più sicuri basandosi su tre indicatori finanziari (Cet 1, Tier1 e Total capital ratio).

Tra le banche più solide figurano Fineco, Mediolanum, Unipol Banca, Widiba, Iwbank, Banca Ifis, Chebanca!, Hello Bank e Webank. A rischio invece Popolare di Vicenza, il Monte dei Paschi di Siena, Carige, Banca Etruria, Banca delle Marche, CariChieti, Cariferrara e Veneto Banca.

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Banca Monte dei Paschi: probabile l’intervento pubblico

Tra le varie vicende bancarie, quella che merita di essere seguita più da vicino è senza dubbio quella che interessa il Monte dei Paschi di Siena. Istituto per il quale infatti non è escluso un decreto d’urgenza, che potrebbe essere varato però solo dopo che la banca avrà preso in esame tutte le opzioni disponibili sul mercato.

Intanto l’istituto di credito sta cercando di allargare le maglie dell’offerta per la conversione dei bond subordinati e di puntare sul collocamento privato di cui si faranno carico gli altri istituti che avrebbero dovuto mettersi insieme per costituire il consorzio di garanzia.

Tuttavia se questo cambio di rotta non dovesse ottenere il successo sperato scatterà l’intervento statale, che dovrebbe avvenire tramite una ricapitalizzazione preventiva che sarà effettuata nel rispetto delle regole fissate dall’Unione Europea per le procedure di risoluzione delle banche.

Per il momento l’ipotesi è quella di un intervento di sistema, soluzione che però rimane strettamente connessa alle difficoltà dell’istituto. In ogni caso l’obiettivo rimane quello di preservare il risparmio di clienti e correntisti.

 

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