Conto corrente e prelievi: le nuove regole per gli imprenditori

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Il nuovo decreto fiscale, diventato ufficialmente legge lo scorso 24 novembre, ha stabilito che i prelievi dal conto corrente debbano avere un limite preciso. Le nuove regole valgono per gli imprenditori.

Prelievi dal conto: quanto si potrà ritirare?

Per quanto riguarda i prelievi dal conto corrente e i limiti ad essi relativi sulla base del Decreto Legge 193/2016, si parla di 1.000€ al giorno e di non più di 5.000€ al mese. Superando queste soglie, il rischio è di finire nel mirino del fisco per ricavi non dichiarati all’Agenzia delle Entrate. Cosa si può dire invece sui versamenti? Che non ci sono limiti, ma che è necessario essere sempre in grado di giustificare la provenienza di ogni somma, sempre con l’obiettivo di evitare problemi con il fisco.

Utilizzo del contante: ecco cosa cambia con il 2017

Con l’arrivo del 2017 entreranno in vigore nuove regole non solo per quanto concerne i prelievi dal conto corrente, ma anche per quanto riguarda l’utilizzo di denaro contante. Il limite in questione è stato infatti alzato, passando dai 1.000€ previsti dalle norme introdotte dal Governo Monti a un tetto massimo di 3.000.

Le norme in questione, però, non trovano applicazione nel rapporto tra il cliente e la banca. Ciò vuol dire che nessuno sportellista ha la facoltà di opporsi in caso di richieste di denaro superiori al suddetto limite.

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Prelievi dai conti correnti: le regole per dipendenti e liberi professionisti

Per i dipendenti e i liberi professionisti non sono previste modifiche riguardanti i limiti di prelievo dal conto corrente. Con il nuovo decreto fiscale viene sostanzialmente modificata la situazione dei secondi, per i quali erano previste le medesime regole che valgono per i titolari d’impresa. Tornando al nodo dei versamenti, libero da vincoli per correntisti di qualunque posizione lavorativa, è bene specificare che la banca non ha la facoltà di opporsi alle richieste del cliente, ma l’Agenzia delle Entrate può in qualsiasi momento fare domande sulla provenienza di una determinata somma di denaro.

Agenzia delle Entrate: ecco cosa può fare

L’Agenzia delle Entrate può effettuare indagini su qualsiasi conto corrente, basandosi sui dati ottenuti dagli istituti di credito. Fondamentale è quindi che il cliente, a prescindere dalla sua posizione lavorativa, sia pronto a giustificare le cifre versate. Questo vale in particolare se si tratta di somme che esulano dal suo reddito. Nel caso in cui da un controllo dell’Agenzia delle Entrate dovesse risultare un’irregolarità ci sarebbe un aggiustamento della tassazione, tenendo conto delle maggiorazioni previste per gli evasori fiscali.

Le regole sul controllo dei versamenti, in mancanza come adesso di una norma chiara, vanno come già specificato applicate a tutti i contribuenti. Valgono quindi per liberi professionisti, imprenditori e per lavoratori con contratto da dipendenti.

 

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