ETF: 5 consigli per scegliere quello giusto

Gli Exchange traded fund, conosciuti meglio come ETF, sono dei mezzi d’investimento che concedono numerosi vantaggi sia ai piccoli risparmiatori che agli investitori più esperti; proprio per questo il loro impiego è cresciuto esponenzialmente nel corso degli ultimi tempi. Cerchiamo di capire meglio cosa sono, a cosa è dovuto il loro successo e come funzionano e vediamo come scegliere quelli giusti.

A cosa è dovuto il successo degli ETF?

Il successo degli ETF è legato proprio alle loro caratteristiche; sono un prodotto che nel corso degli anni si è dimostrato trasparente, efficiente e flessibile, in poche parole: alla portata di tutti e per ogni tipo di tasca. Essi si possono facilmente acquistare direttamente in Borsa, come una qualunque azione, ed hanno un costo minore rispetto ai fondi comuni tradizionali.

Inoltre, uno dei maggiori vantaggi offerti dagli ETF che probabilmente ha contribuito alla loro ascesa è la diversificazione. Infatti, investendo in un solo replicante non si acquista un’unica azione o un’unica obbligazione, ma un insieme diversificato di titoli. In tal modo, mediante la diversificazione, viene ridotto automaticamente il rischio di portafoglio.

Cos’è la diversificazione?

Per comprendere meglio la funzione degli ETF bisogna spiegare cos’è questa cosiddetta “diversificazione”; ebbene in economia, la diversificazione è una modalità di ampliamento della varietà dei beni prodotti che ha come scopo quello di limitare il rischio finanziario e costituisce una delle regole fondamentali della finanza. La diversificazione va presa in considerazione da tutti coloro che vogliono creare un portafoglio proficuo e funzionale; mediante gli ETF si può attuare una diversificazione degli investimenti anche per aree geografiche e per settori.

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Come scegliere l’Etf giusto?

Quando si investe, prima ancora di scegliere un ETF è necessario sapere quale indice risulti il migliore per poter investire, poi bisogna analizzare il costo totale dei diversi ETF. E’ opportuno stare molto attenti in quanto non sempre l’ETF meno caro risulta essere quello più proficuo. Qui dunque entra in gioco la cosiddetta “tracking difference”.

La “tracking difference” è la differenza tra la performance di un Etf e quella del suo indice di riferimento. Anche qui però bisogna fare molta attenzione in quanto anche il parametro della “tracking difference” non è garantito ed attendibile al 100% poichè si regola su dati passati, varia notevolmente a seconda del periodo preso in considerazione ed è lento nella rilevazione dei miglioramenti nella capacità di gestione del portafoglio.

Ultimo suggerimento che diamo è quello di cercare di orientarvi su ETF con una buona disponibilità di fondi. Per fare ciò basta verificare tale disponibilità o sotto la voce “asset netti” oppure sotto la voce “patrimonio del fondo”. Ciò va fatto perchè i “cloni” più grandi sono liquidabili molto più rapidamente ed agevolmente nel caso in cui vi sia un crash della Borsa.

 

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