Mutui e Brexit: Quali sono i primi effetti?

Lo scioccante esito dell referendum Brexit deve ancora destare i suoi effetti più impetuosi, anche se sui mercati l’impatto si è notato eccome in questi primi giorni. Ma quale destino avrà su mutui e prestiti? Scopriamolo insieme.

Il fenomeno Brexit ha diffuso instabilità e incertezza nello scenario economico e finanziario europeo, moltiplicando le valutazioni sulle possibili conseguenze dell’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea.

Quali potranno essere gli effetti di Brexit sul fronte di mutui, prestiti ed assicurazioni, e che prospettive si aprono per le famiglie italiane da questo punto di vista? Sulla situazione fa il punto Roberto Anedda, Direttore Marketing del Gruppo MutuiOnline.it.

“Tra i tanti settori economici” dice Anedda “quello dei finanziamenti e delle assicurazioni sembra essere al momento uno di quelli a minor rischio Brexit”.

Si valuta infatti che tale evento porterà ad un allungamento ulteriore del periodo di elevata liquidità disponibile e costo del denaro ai minimi storici, favorendo quindi il mantenimento o addirittura la riduzione degli attuali tassi d’interesse per mutui e prestiti.

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Sui mutui, ad esempio, i tassi variabili e fissi sono scesi ormai sotto la soglia dell’1% e del 2%rispettivamente, rendendo certamente più semplice e conveniente accedere ad un finanziamentoe confermando così l’ottima opportunità di risparmio per tante famiglie, sia che intendano acquistare casa che risparmiare sul vecchio mutuo sostituendolo con uno nuovo grazie.

“La “rottamazione “ di un vecchio mutuo” sottolinea Anedda “può generare risparmi davvero consistenti: si va dai 10-15.000 euro per un mutuo acceso anche dieci anni fa agli 80-90.000 euro per un mutuo trentennale partito nel pieno della recente crisi del 2012”.

Tassi contenuti anche sui prestiti personali, con offerte a partire dal 5,5% – 6% per le finalità più richieste dagli italiani quali la ristrutturazione della casa e l’acquisto dell’auto.

Poco influenzato da Brexit anche il settore delle polizze auto, chiaramente legato soprattutto alla realtà dei singoli mercati nazionali di riferimento e al riparo quindi da effetti valutari o commerciali che invece influenzano altri comparti dell’economia, specie se con forte connotazione e collegamento internazionale.

“Prosegue quindi” conclude Anedda “l’ottimo momento per le famiglie italiane che vogliano ottimizzare il proprio bilancio familiare affrontando spese anche importanti o ripetitive a costi contenuti e ripartendone magari il peso su più anni”.

 

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