Regolamento Prestiti a Dipendenti di Oggi 26 Luglio

Prestiti a Dipendenti Pubblici: il regolamento

La cessione del quinto è garantita dalla presenza obbligatoria di una polizza assicurativa e permette di rimborsare il prestito in un periodo massimo di 10 anni. Questa soluzione permette di ottenere un prestito personale sia ai dipendenti statali che non a condizioni di erogazione molto interessanti.

Eccovi il regolamento per questi prestiti INPS ex INPDAP per dipendenti pubblici:

L’importo della rata per questi prestiti per dipendenti pubblici non deve superare il quinto della busta paga o della pensione netta se invece il richiedente è un pensionato. Inoltre ogni anno i figli degli iscritti possono accedere alle borse di studio inps.

I lavoratori della pubblica amministrazione hanno a disposizione anche un altro canale molto vantaggioso per l’accesso al credito. L’ INPDAP mette infatti a disposizione dei lavoratori ancora in servizio dei prestiti agevolati a dei tassi di interesse e delle condizioni molto vantaggiose.
I prestiti vengono erogati dal fondo creditizio dell’ istituto, o da altri intermediari o enti convenzionati, non sono vincolati al sostenimento di una spesa specifica e sono prevalentemente di breve termine. L’unico requisito richiesto dall’istituto, oltre al già citato rapporto di lavoro con la pubblica amministrazione, è il possesso di almeno quattro anni di versamenti contributivi.

Tali caratteristiche fanno di questi prestiti la soluzione per coprire spese impreviste quali cure odontoiatriche, l’acquisto dell’auto o interventi di piccola entità sull’abitazione.
Il fondo creditizio dell’ INPDAP offre anche la copertura di rischi quali la perdita dell’occupazione, la riduzione del reddito da lavoro e la morte del richiedente.
La restituzione avviene in un arco temporale che va da un minimo di 60 a un massimo di 120 mesi (da 5 a 10 anni), mediante conto corrente bancario o postale.

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La delega di pagamento

Del tutto simile alla cessione del quinto, per quanto riguarda documentazione, requisiti e tempi tecnici (si parla di circa 10-15 giorni dalla presentazione della domanda all’erogazione della somma richiesta), è la delega di pagamento. La platea di soggetti a cui si rivolge quest’ultima è tuttavia è più limitata rispetto alla cessione del quinto, in quanto possono accedervi solo i dipendenti di enti pubblici o imprese convenzionati con le imprese eroganti i prestiti.

Inoltre, rientrante nella categoria dei prestiti personali, la delega di pagamento si caratterizza per il fatto che il datore di lavoro (privato o pubblico) provvede al rimborso del prestito contratto dal dipendente pagando direttamente le rate in virtù di una delega concessa da parte del dipendente stesso. La delega di pagamento può sommarsi alla cessione del quinto, per cui combinando i due strumenti un soggetto può arrivare a cedere fino ai 2/5 del proprio salario.
Per esempio, un dipendente il cui reddito netto ammonta a 1.000 euro mensili, può utilizzare al massimo 200 euro per il rimborso di un prestito con cessione del quinto, mentre il limite massimo si innalza fino a 400 euro se è possibile combinare anche la delega di pagamento.

 

Maggiori informazioni sono reperibili qui: Prestiti a Dipendenti

 

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