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Riforma pensioni 2017: botta e risposta tra Boeri e il Ministero del Lavoro

Riforma pensioni 2017: botta e risposta tra Boeri e il Ministero del Lavoro

Uno scambio di lettere tra il Ministero del Lavoro e l’Inps ha messo in luce nel mese di dicembre i malumori e le polemiche in merito alla riforma pensioni 2017 ma soprattutto sull’ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’Inps. Uno scambio di lettere significativo la cui risposta di Tito Boeri è un saggio di circa diciotto pagine in cui sull’incipit non si risparmiano accuse rivolte al Ministero scrivente di usare l’esercizio del potere di vigilanza in maniera quasi intimidatoria.

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Le polemiche sono nate proprio in questi ultimi mesi che in un primo momento hanno portato un contrasto tra il Presidente e il Direttore generale Massimo Cioffi, tanto da portare alle dimissioni quest’ultimo. Dalle  espressioni burocratiche emerge il punto cruciale della disputa tra il Governo e il maggiore ente strumentale del Paese, ovvero sull’ordinamento delle funzioni centrali e territoriali dell’Inps.

Il presidente dell’ente di previdenza Boeri voleva attribuire gli incarichi dirigenziali tramite una procedura di selezione affidata ad una commissione di esperti di fiducia. Questo punto ha determinato il primo conflitto con il Dirigente Massimo Cioffi, che secondo disposizione di legge rivendicava di essere lui l’organo a capo della struttura ad avanzare proposte riguardanti gli organigrammi dell’Inps. Ulteriore questione riguardava invece il progetto di far ruotare tutti i dirigenti anche delle sedi periferiche, creando delle disfunzioni nel governo dell’Istituto.

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Secondo il Ministero ci sarebbe una gestione finanziaria particolarmente problematica, dai documenti contabili emergerebbero delle criticità per una preoccupante tendenza al peggioramento della condizione economica- patrimoniale dell’ente di Previdenza Inps.

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Ecco perché diventerebbe indispensabile che l’Inps svolgesse in maniera puntuale ed efficace i propri compiti istituzionali per il raggiungimento degli obiettivi del bilancio economico-finanziario.  Secondo il bilancio del 2015 il risultato sarebbe particolarmente negativo per 16.297 milioni di euro, con un peggioramento di 3.812 milioni di euro rispetto al 2014, ecco perché secondo il ministero il patrimonio dell’Istituto ha diminuito la propria consistenza economica negli ultimi anni.

In tutta risposta Tito Boeri nel suo saggio chilometrico indirizzato al Ministero fa presente che le osservazioni sulla situazione economica dell’Istituto appaiono particolarmente scorrette, vista la responsabilità limitata dell’Inps, che per quanto riguarda l’andamento economico- finanziario è strettamente dipendente dalle regole vigenti e dal quadro macro-economico operante.

Nella risposta inviata lo scorso 22 dicembre Tito Boeri lamenta una serie di questioni a cui il Ministero non avrebbe dato una sollecita risposta, oltre a sollecitare la predisposizione di decreti attuativi nei provvedimenti della riforma pensioni contenuti nella Legge di Bilancio.

Il Presidente dell’Inps con le sue parole si sofferma in difesa dell’autonomia organizzativa dell’Istituto con una dettagliata disamina delle competenze e responsabilità per ciò che riguarda l’aspetto di macro e micro organizzazione all’interno dell’Ente di Previdenza. Ma il Presidente dell’Inps, Tito Boeri riconosce che: “ qualsiasi processo di riorganizzazione che riduce costi e numero dei dirigenti comporta, pressoché inevitabilmente , un contenzioso”.

 

 

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