6 milioni di pensionati sotto i 1000 euro al mese

L’inps sollecita da tempo un intervento per superare le rigidità imposte dalla riforma Fornero sulle pensioni.

Sarebbe paradossale che il confronto tra governo e parti sociali in corso si concludesse ancora una volta con interventi estemporanei e parziali, come scritto nel titolo infatti abbiamo 6 milioni di pensionati sotto i 1000 euro al mese.

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Boeri ha definito «molto positivo» che il Governo e le parti sociali si stiano confrontando per individuare i possibili correttivi, con forme di flessibilità in uscita. A partire dall’Anticipo pensionistico (Ape). Ma, alla luce della complessità delle soluzioni è «fondamentale – ha aggiunto – assicurare che tutti coloro che potranno un domani esercitare opzioni di uscita flessibile siano in grado di capire fino in fondo le implicazioni delle loro decisioni». Non si può negare – ha continuato Boeri – che «rate ventennali di ammortamento di un prestito costituiscano una riduzione permanente della pensione futura. Né si può negare che, continuando a lavorare, il contribuente avrebbe diritto a una pensione più alta». Ecco perché l’obiettivo dell’Ape, «non dovrebbe essere certo quello di spingere più persone possibile a uscire dal mercato del lavoro», bensì «quello di garantire maggiore libertà di scelta consapevole, senza aumentare il debito pensionistico e senza creare generazioni di pensionati poveri».

 

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