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Gran Bretagna, il 20% di imprenditori pronti a trasferire attività all’estero

Gran Bretagna, il 20% di imprenditori pronti a trasferire attività all’estero

Gran Bretagna, il 20% di imprenditori pronti a trasferire attività all’estero

Una delle principali associazioni di imprenditori britannici, The Institute of Directors, ha fatto sapere che il 20% dei suoi iscritti prevede di trasferire alcune attività all’estero in seguito al voto sulla Brexit.

Il dato emerge da un sondaggio svolto tra i circa 1.000 membri. Simon Walker, direttore generale del gruppo, ha
detto che lo stesso sondaggio ha indicato che tre iscritti su quattro pensano che la Brexit danneggerà gli affari. «Non possiamo addolcire questa cosa: molti nostri membri sono preoccupati».

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Il voto di giovedì che ha sancito la cosiddetta Brexit, rende «la disintegrazione della Ue praticamente irreversibile», ha scritto George Soros, il finanziere e filantropo ungherese, naturalizzato statunitense, che fu protagonista della speculazione finanziaria contro la lira italiana e la sterlina negli anni ’90. «La Gran Bretagna potrà forse star meglio o forse no di altri Paesi lasciando l’Ue, ma la sua economia e la sua gente soffriranno significativamente nel breve e medio termine», ha affermato Soros su Project Syndicate. La Ue «si dirige verso una disgregazione disordinata, che lascerà l’Europa peggio di come sarebbe se l’Ue non fosse mai esistita». «Ma non dobbiamo arrenderci» esorta infine, sostenendo che «dopo la Brexit tutti quelli di noi che credono nei valori e principi per cui la Ue è stata creata, si devono unire per salvarla, ricostruendola a fondo».

 

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