Aggiornamenti sulla riforma delle pensioni 7 luglio 2016

Ecco gli aggiornamenti al 7 luglio 2016 per quanto riguarda la riforma delle pensioni.

Riforma pensioni 2016: ultime notizie

Si è tenuta nella mattina di ieri presso la sala stampa della Camera la conferenza sulla petizione in favore della bozza di legge 857 del 2013 ad opera degli On. Damiano, Gnecchi ed altri per l’avvio della flessibilità previdenziale. La raccolta di firme avviata dall’Associazione “Lavoro & Welfare” e da “Progressi” ha visto fin dall’inizio una forte partecipazione dei cittadini, tanto che è arrivata a superare in pochi mesi le 50mila sottoscrizioni. “Non era scontato, e quindi ringrazio tutti i Comitati” ha commentato il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Damiano, spiegando che l’obiettivo dei quattro anni di anticipo rispetto ai treattualmente inseriti nella proposta del Governo risulta raggiungibile. Mentre per quanto riguarda i potenziali destinatari del pacchetto sulla flessibilità in uscita dal lavoro, l’esponente democratico ha ricordato che tra i primi soggetti da tutelare vi sono certamente i disoccupati di lungo periodo. Spazio anche ai precoci: “siamo assolutamente convinti che i 41 anni di contributi siano un bagaglio sufficienteper andare in pensione” ricorda l’On Damiano, che si astiene dal dare giudizi sull’Ape fino a quando non si avranno notizie certe al riguardo.

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Riforma pensioni 2016: la petizione rappresenta un importante momento di democrazia

Resta il fatto che il successo ottenuto dalla petizione sulla proposta di legge 857/2013 rappresenta un importante momento di “democrazia e partecipazione”,secondo gli stessi firmatari della legge. “È un felice incontro tra azione parlamentare e mobilitazione dal basso” hanno confermato i Parlamentari, che chiedono ora al Governo di tenere conto della volontà espressa dai cittadini e quindi di accelerare il confronto in corso con le parti sociali e con il Parlamento, “al fine di correggere l’attuale sistema previdenziale […] per favorire il ricambio generazionale attraverso il turnover e l’accesso alla pensione“. Il pensiero va in particolare ai precoci, agli invalidi, ai disoccupati di lungo periodo in età avanzata ed ai lavoratori che hanno svolto impieghi faticosi ed usuranti.

 

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