Come evitare il rischio della pensione più leggera per le donne

Pensioni Donne: già ora prendono il 36% in meno

Guadagnano di meno, hanno contratti a singhiozzo, e spesso accumulano buchi contribuitivi per la maternità o la cura dei familiari. Per questo, le future pensioni delle donne italiane saranno più amare. Già oggi sono in media più basse del 36% rispetto a quelle degli uomini. Ora, con la riforma del sistema e il passaggio al contributivo, questa differenza rischia di allargarsi.

 

La pensione di scorta è quindi diventato un tema centrale per le giovani donne. Si realizza con i fondi pensione complementari, con le assicurazioni, con il Tfr oppure con i molti fai-da-te del salvadanaio da rompere solo nell’ultimo giorno di lavoro. I soldi messi da parte serviranno, un giorno, a neutralizzare il temuto tasso di sostituzione, vale a dire il rapporto tra la prima rata della pensione e l’ultimo stipendio. Mettersi nell’ordine di idee di dover rinunciare a una pizza oggi per provvedere a un domani non è automatico.

 

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Occorre poi evitare molti errori lungo il cammino.

Rimandare il problema della pensione è uno di questi. La variabile tempo è infatti un importante alleato delle donne. «Meglio se questo passo viene fatto appena messo piede nel mondo del lavoro» dice Giuseppe Romano, capo ufficio studi di Consultique. Proprio perché guadagnano di meno, le donne devono versare i contributi per più tempo. Questo per riuscire ad arrivare a costruirsi un montante sostanzioso, vale a dire un gruzzolo complessivo bello grande su cui verrà poi calcolata la loro pensione.

Un altro errore frequente è quello di delegare, nel corso della vita, tutta l’amministrazione patrimoniale e finanziaria al marito. E quindi provvedere solo dopo una certa età, quando è troppo tardi verso i 50 anni, a uno strumento integrativo per la pensione. «Delegare a terzi senza informarsi è un errore comune che può portare a conseguenze importanti, soprattutto se la delega è data a persone che non hanno esperienza per orientarsi nelle scelte di natura finanziaria o previdenziali – dice Dario Moltrasio, Head of Bank Distribution di Zurich in Italia -. Se c’è delega va affidata a consulenti in grado di guidarci nelle scelte di pianificazione finanziaria e previdenziale e di aggiornare le stesse nel tempo».

 

Se invece il marito ha un suo strumento integrativo come un fondo, è bene sapere che è possibile ottenere la reversibilità. Non tutti i fondi e le polizze prevedono però questa formula. La scelta deve essere fatta anche in base a questo criterio che un giorno potrà rimpolpare la pensione della donna. «Da poco stanno prendendo piede i fondi così detti cash back che restituiscono quasi tutto il capitale versato e coinvolgono anche il coniuge o un’altra persona indicata – spiega Romano -. Si tratta di una formula interessante che sicuramente è più equa».

 

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